www.provincia.roma.it
Assessorato alle Politiche del Territorio e Tutela Ambientale
Torna alla Home Page
Introduzione:il ragionamento di piano
Partecipiamo il PTPG

Introduzione: il ragionamento di piano
Prof. Camillo Nucci
Sintesi della Relazione di presentazione dello Schema di PTPG alla Giunta Provinciale il 22.6.06

1. Il momento è favorevole.

2. “Costruire la Provincia metropolitana” ovvero “Costruire il territorio della Provincia metropolitana” è l’obiettivo generale proposto dal PTGP della provincia di Roma.

3. Immagine programmatica di assetto del territorio metropolitano e temi-obiettivo di sistema.

4. La forma Piano e gli elaborati





1. Il momento è favorevole  
- La provincia di Roma attraversa un ciclo moderatamente espansivo (1991-2005, popolazione +2,9%, attività esportatrici +46,2%, residenza e mercato immobiliare +12%), testimoniato anche nella comparazione con le altre città metropolitane;

- All'interno, il ciclo è caratterizzato dal miglioramento del rapporto tra Roma e gli altri comuni (popolazione 2\3-1\3; produzione edilizia 1\2-1\2) non soltanto in termini quantitativi, ma nella direzione di una maggiore interdipendenza e integrazione nella diversità di ruoli tra città capitale e territorio metropolitano;
- sul territorio il ciclo produce una dinamica di prevalente accentramento sull'area centrale di funzioni direzionali e strategiche, di decentramento relativo di residenza ed attività tradizionali oltre la prima cintura, di limitato sviluppo autonomo di risorse e di attività nei sistemi locali, di incremento complessivo della mobilità e del pendolarismo.
Questa dinamica, pur segnalando una positiva spinta alla trasformazione, tende a generalizzare a tutto il territorio provinciale il modello centro-periferia (caratterizzato dall'impoverimento della offerta funzionale dei centri a favore dell'area urbana centrale, dalla riduzione progressiva del policentrismo urbano e dall'aumento della diffusione insediativa, dal rilevante consumo di risorse e di suolo, dalla complessificazione della mobilità) e può determinare in prospettiva un forte condizionamento allo sviluppo ulteriore della provincia.
La possibilità di sostenere il ciclo di vitalità in corso (scenario obiettivo del Piano al 2015) è legata all'incremento delle condizioni di competitività dell'offerta provinciale, ai vari livelli e settori e come sistema unitario.
Questo dipende principalmente da:
- la specializzazione e l'integrazione ulteriore dell'offerta di funzioni strategiche competitive, unitamente ad una più decisa valorizzazione delle risorse e delle specifiche potenzialità produttive dei sistemi locali presenti nella provincia;
 
- l'incremento della coesione economica e sociale delle comunità insediate e della condivisione e coerenza delle decisioni nella dimensione intercomunale e di area vasta provinciale;
 
- la promozione, con il Piano Territoriale, del corretto uso e valorizzazione delle risorse naturali e insediative dell'intero territorio provinciale e di un'organizzazione efficiente ed integrata delle sedi delle funzioni ed attività e delle relazioni tra le stesse; condizione generale per lo sviluppo complessivo della provincia mai fin qui perseguita e ormai irrinunciabile.
 
Da qui il carattere fondativo del primo PTPG e le regole di gestione cooperativa e partecipata delle trasformazioni del territorio che il piano propone.
 
In particolare, occorre agganciare la dinamica degli anni 2000 la città capitale ed il cosiddetto "modello Roma", allo sviluppo endogeno dei sistemi locali di comuni nel resto del territorio provinciale, più attardati anche se sostenuti dalle iniziative "dal basso" della programmazione negoziata intercomunale.
 
Occorre, inoltre, assicurare adeguate relazioni tra lo sviluppo delle funzioni strategiche innovative, vendibili sui mercati esterni, e la base delle funzioni ed attività tradizionali, legate al mercato metropolitano e locale, da potenziare e riorganizzare.
 



2. “Costruire la Provincia metropolitana” ovvero “Costruire il territorio della Provincia metropolitana” è l’obiettivo generale proposto dal PTPG della Provincia di Roma  (torna su)

Questo vuol dire:
 
- rafforzare il funzionamento metropolitano del territorio provinciale, inteso come "sistema integrato" formato da componenti insediative diverse per peso, risorse e specializzazione (area centrale, sistemi locali, policentrismo urbano, aree di concentrazione produttiva, cittadelle delle funzioni economiche e di servizio strategiche, aree natura e del tempo libero, ecc.) connesse tra loro da relazioni efficienti e dinamiche, differenziate a più livelli;
 
- comporre la dialettica tra sistema provincia nella sua unità, sistemi locali componenti e Roma e tra il territorio provinciale e la regione in termini di "integrazione nella diversità di ruoli e risorse" (piuttosto che di riequilibrio, decentramento non selettivo, contrapposizione o separazione);
 
- porre natura e storia come componenti-valore ed invarianti caratterizzanti l'identità del territorio provinciale, condizioni di sostenibilità ambientale e di coerenza delle trasformazioni con la costruzione storica del territorio.
 
Vuol dire, in particolare, porsi i seguenti obiettivi generali per il territorio:
 
- più relazioni, efficienti e stabili, materiali ed immateriali per lavoro, servizi e tempo libero tra area centrale e sistemi locali di comuni, tra questi ultimi al di fuori dell'area centrale, tra la provincia e la regione, privilegiando il trasporto collettivo;
 
- più sviluppo e valorizzazione delle risorse e dei modelli produttivi e insediativi che caratterizzano i sub-sistemi funzionali locali in cui si articola il territorio provinciale e nel contempo, valorizzazione del sistema provincia nella sua unità, attraverso lo sviluppo e l'integrazione di funzioni moderne e di relazioni
strategiche competitive sul mercato esterno.
(Equilibrare lo sviluppo locale "dal basso" con l'organizzazione provinciale dell'offerta di funzioni strategiche, servizi vendibili e mobilità di livello metropolitano);
 
- più qualità ambientale e insediativa con requisiti di sostenibilità generale e larga fruibilità sociale; natura e storia come invarianti ordinatrici del territorio; riordino, qualificazione delle costruzioni insediative urbane e territoriali nella loro varietà ed identità morfotipologica, contro la semplificazione metropolitana, nella nuova dimensione intercomunale di area vasta che le caratterizza;
inoltre, riordino e qualificazione interna della costruzione urbana di Roma, contenimento della formazione di nuove periferie e della diffusione insediativa nel territorio, sostegno dell'offerta residenziale negli altri centri della provincia, con la valorizzazione dei centri storici ed il riordino, compattazione e riqualificazione degli insediamenti consolidati;
 
- più ricorso generalizzato allo strumento della cooperazione interistituzionale e, in particolare, della intercomunalità per le decisioni programmatiche e per quelle operative; nonché al metodo della valutazione preventiva della fattibilità e degli effetti degli interventi proposti.
 
In questa prospettiva è centrale la ricerca di coerenza reciproca tra le previsioni del nuovo PRG di Roma, nei ruoli strategici scelti per lo sviluppo della città capitale e nella articolazione policentrica per municipi, e l'assetto complessivo e per sistemi locali di comuni del territorio della provincia capitale, oggi legati da complesse e non pienamente sviluppate relazioni metropolitane, perseguendo un obiettivo che miri all'integrazione stretta tra le due realtà (doppio policentrismo), valorizzandone la diversità di risorse e di ruoli.
 
Questa strategia ha orientato gli studi e le proposte del Piano ad evidenziare le "differenze" ed accentuare i caratteri-valore, l'identità e la diversità di ruoli delle componenti sistemiche locali del territorio provinciale e della città capitale e nell'organizzare, nel contempo, le condizioni di relazione e di immagine unitaria dell'intera provincia.
 




3. Immagine programmatica di assetto del territorio metropolitano e temi-obiettivo di sistema  (torna su)
I temi-obiettivo di sistema, illustrati successivamente, nel loro insieme configurano una "immagine programmatica" dell'assetto del territorio della provincia metropolitana, nella prospettiva a medio termine (2015).
 
L'immagine è costituita da:
 
- la forma fisica di base del territorio provinciale caratterizzata per due terzi dalla cintura di aree collinari e montane e per un terzo dalle aree pianeggianti più insediate delle valli fluviali del Tevere e dell'Aniene e dei territori costieri, oggetto delle necessarie azioni di difesa, sicurezza, prevenzione dei rischi;
- la corona delle aree verdi protette di riserva ambientale che si sviluppa lungo l'arco montano e i laghi fino al mare;
il prolungamento delle stesse, attraverso i percorsi fluviali del Tevere e dell'Aniene e i canali verdi di allaccio radiali, fino all'area centrale più urbanizzata di Roma;
le due cinture o nastri verdi di aree agricole tutelate e di parchi rurali tangenziali all'area urbana di Roma e di discontinuità di questa rispetto ai centri urbani contigui, che si prolungano parallele alla costa.
La trama dei luoghi ambientali e storici tutelati, dei percorsi verdi e degli spazi agricoli produttivi, riservata ad usi sociali e del tempo libero, dà luogo alla rete ecologica provinciale, primo elemento ordinatore dell'assetto insediativo e condizione di riqualificazione ambientale dell'intero territorio;
 
- il doppio policentrismo del sistema insediativo, determinato dalla riaggregazione delle dinamiche di espansione urbana e di diffusione territoriale dell'area urbana di Roma (ricompattata e riqualificata nelle periferie ed articolata dai parchi di allaccio in settori e municipalità dai diversi caratteri) dei centri e delle costruzioni urbane del territorio provinciale organizzati in sistemi e subsistemi urbani intercomunali.
I caratteri valore e l'identità delle diverse costruzioni urbane (7 complesse oltre Roma e 7 policentriche) e di quelle territoriali (9 ambiti di diffusione insediativa ed arcipelaghi) sono rafforzate da un rinnovato disegno orientativo dei rispettivi impianti urbanistici, nella nuova dimensione intercomunale e di area vasta in cui si presentano oggi.
 
- le sedi delle funzioni strategiche (direzionalità, ricerca e sviluppo, espositive, università, parchi tematici ecc.) e dei servizi di eccellenza sono riorganizzate in tre principali direttrici attrezzate intercomunali, di concentrazione e riorganizzazione delle sedi delle funzioni, poste tra Roma e le sue centralità interne ed i centri urbani di corona (Tiburtina-A24; Tuscolana-A2; Roma-Fiumicino) ed in un numero limitato di ambiti/cittadelle attrezzati nelle situazioni "a ponte" con le province limitrofe (Civitavecchia, Cesano, Fiano-Montelibretti, Castel Romano-Pomezia-Albano, Valmontone-Colleferro), ambedue in condizioni di grande accessibilità alle reti nazionali e metropolitane e di interfaccia urbana.
Il modello riorganizzativo persegue l'integrazione, nei rispettivi ruoli e livelli, tra l'offerta di funzioni di eccellenza di Roma (polo internazionale ed europeo, città capitale e città regione) e quella dei centri metropolitani di sostegno da potenziare.
 
- le sedi delle attività produttive di interesse metropolitano sono concentrate in un numero limitato di parchi di attività economiche intercomunali, attrezzati a livelli competitivi con servizi specializzati di filiera e per la logistica e in condizioni di rilevante accessibilità (asse tiburtino, ASI Pomezia-Albano, AIA Civitavecchia, Valle del Tevere, Magliana, Colleferro).
 
- Il "funzionamento metropolitano" è affidato ad un sistema di relazioni e servizi per la mobilità collettiva stabili ed efficienti. Questo unifica con modalità differenziate la provincia metropolitana integrando in un sistema interdipendente i luoghi di offerta delle funzioni di eccellenza, quelli delle attività produttive, i centri urbani, le aree verdi, del tempo libero e della fruizione turistica.
L'organizzazione delle reti infrastrutturali e dei servizi del trasporto collettivo segue un criterio di specializzazione funzionale per livelli di domanda (nazionale, metropolitano e per bacini locali di mobilità), privilegiando il livello intermedio delle reti e dei servizi metropolitani su ferro e strada.
 
Questo si presenta imperniato sul Servizio ferroviario metropolitano con percorsi radiali verso l'area centrale e servizi passanti raccordati dall'anello di cintura ferroviario di Roma.
Per la viabilità due nuovi sistemi viari tangenziali metropolitani collegano i centri e le attività esterni a Roma a nord (da Ladispoli a Fiano – Montelibretti) e a sud  (Anzio – Castelli – Colleferro) del territorio provinciale, prolungandosi aperti verso le province contigue, potenziando e completando tratti di viabilità esistente.
 
 
 



4. La forma Piano e gli elaborati  (torna su)
- Il PTPG, nella sua collocazione intermedia nel sistema di pianificazione e di prossimità ai problemi del territorio nella loro dimensione sovracomunale, assolve compiti complessi di programmazione di area vasta, di coordinamento dell'azione urbanistica degli enti locali per gli aspetti d'interesse sovracomunale, di promozione di iniziative operative per la tutela, l'organizzazione e lo sviluppo del territorio provinciale.
 
Il piano specifica sul proprio territorio le determinazioni della pianificazione regionale, configura obiettivi, strategie e modelli d'uso ed organizzazione del territorio provinciale, promuove le iniziative di coordinamento delle pianificazioni locali e le azioni progettuali generali e settoriali di propria competenza per attuarle.
I Comuni, in sede di Piano Urbanistico Comunale Generale (PUCG), precisano sul territorio locale le direttive del PTPG, individuando nell'autonomia del proprio ruolo le localizzazioni e le modalità attuative delle stesse. Resta alla Provincia la certificazione della compatibilita dei PUCG alle direttive del PTPG.
 
- Il PTPG sviluppa una pianificazione basata sul consenso, la concertazione e l'intesa tra le parti, promuovendo e valorizzando lo sviluppo locale e le iniziative "dal basso" degli enti locali e degli operatori privati, sia nella fase di ricognizione della domanda e di definizione delle scelte che nelle procedure e nelle operazioni attuative delle stesse, con ampio ricorso agli strumenti cooperativi (intese, accordi di programma e convenzioni) resi disponibili dalla L. 142/90.
 
Esso sperimenta una "forma piano" nuova che,nella cornice della L.R. 38/99, attinge nel contempo, per quanto di utile offrono, alla tradizione del PTC per la funzione di coordinamento territoriale dei programmi settoriali e locali, a quella del piano direttore per l'offerta di schemi organizzativi strutturali del territorio sviluppati per sistemi, a quella del piano strategico nell'approccio per obiettivi, strategie ed azioni di piano e di progetto, concertate con soggetti operativi e verifìcate preventivamente nella sostenibilità e fattibilità.
 
- Gli elaborati di piano sono distinti in strutturali (4), con valore normativo di prescrizione o di direttiva impegnativa, ed integrativi con valore di riferimento per gli approfondimenti tematici e la costruzione del sistema informativo territoriale.
 
I due elaborati grafici strutturali, TP1 e TP2, esprimono le principali determinazioni del piano e la coerenza complessiva delle proposte, il primo con un linguaggio simbolico per le determinazioni funzionali-relazionali, il secondo con un linguaggio geografico per le determinazioni spaziali.
 
Gli elaborati TP3 e TP4 esprimono significativamente le prescrizioni e le direttive relative ai sistemi di trasporto su ferro e strada.
 
Gli elaborati integrativi comprendono gli Scenari valutativi e programmatici al 2015 di cornice al piano e 11 sintesi tematiche di valutazione e proposta redatte da specialisti di settore, nonché l’impianto metodologico e gli indicatori di sostenibilità per l'applicazione al piano della valutazione ambientale strategica secondo la direttiva europea.